IL PELLEGRINAGGIO ALLA VERNA

Sabato 25 maggio un gruppo di noi è andato in pellegrinaggio alla Verna. Per me – per tutti, penso – è stata un'esperienza molto bella. Alla partenza, cercavamo di prevedere – peraltro senza sperare molto – quanto il tempo ci avrebbe “voluto bene” durante la giornata. Poi però siamo entrati subito nello spirito del pellegrinaggio, grazie a Don Giorgio che ci ha fatto rivivere la vita di san Francesco, con molti particolari che hanno arricchito la nostra conoscenza di questo Santo e ce lo hanno fatto sentire più vicino. Al santuario un giovane frate, frate Leonardo, ci ha guidati alla visita della basilica, dedicata a Maria Assunta in cielo, della chiesetta simile alla Porziuncola di Assisi e della cappella delle Stimmate, dandoci altri particolari sulla vita di San Francesco e facendoci ammirare le numerose, bellissime e ispiratissime terracotte dei Della Robbia. Particolarmente toccanti: nella basilica, il saio che il Santo indossava nel momenti in cui ricevette le Stimmate e, nella cappella delle Stimmate, il punto in cui San Francesco era in quel momento. Nella cappella delle Stimmate Don Giorgio ha poi celebrato la Messa, invitandoci, dopo il Vangelo, a esprimere quelli che provavamo. Dopo il pranzo, visto il freddo e la pioggia, non siamo potuti andare a vedere gli altri punti, vicino al santuario, che ricordano San Francesco, ma abbiamo potuto stare insieme, pregare, riflettere. Mentre tornavamo a Firenze ci siamo potuti fermare – non pioveva poi troppo - alla bella pieve romanica di Romena. Alla Consuma, abbiamo trovato una spruzzatina di neve... che non è una cosa frequente, il 25 maggio! Siamo stati “sfortunati” con il tempo? Non so... Dopo pranzo, la nebbia avvolgeva tutto, e dal piazzale davanti alla basilica non si vedeva la valle del Casentino e neanche la parete del monte che si alzava dietro la basilica. Sembrava di essere come in una “bolla” che ci isolava temporaneamente dal resto del mondo, rendendo più intima la nostra vicinanza al Santo, favorendo il confronto tra il suo modello e il nostro modo di vivere e di pensare, prima di tornare a casa, alla vita di tutti i giorni, con i suoi alti e bassi, da vivere sempre nella fede, nella speranza, nella carità.